- Dove dormire
- Cosa vedere
- Dove mangiare
Dove dormire
“La Nave nel Bosco”, B&B a Torresina, https://www.lanavenelbosco.it/, è un posto che è rimasto nei nostri cuori. Oltre a struttura ricettiva, essa è anche azienda agricola, con i propri campi e frutteti ed il proprietario, il signor Mario, è un uomo di un’indicibile gentilezza e ospitalità: la colazione è cucita su misura delle singole esigenze (comprensive di intolleranze), la pulizia e la cura dei dettagli, che permea ogni ambiente, vi faranno sentire coccolati in ogni momento della giornata. Abbiamo deciso di provare l’esperienza di dormire nella Nave: un vero e proprio fuori bordo, in legno e vetroresina, perfettamente funzionante, ora adibito a camera, con futon e tutti i confort, compreso un bagno grande e funzionale, bollitore, thé e una mini libreria, che crea un’atmosfera ancora più cozy o, se vogliamo tornare ad un nostro precedente viaggio, molto hyggie. La Nave ha un’entrata autonoma, rispetto al resto del B&B, ed è inserita in un contesto verde di oltre 700 mq, recintato, con alberi da frutta e orti, in cui la nostra Betty ha potuto scorrazzare indisturbata e felice.





Cosa vedere
Serralunga d’alba
Abbiamo iniziato il nostro viaggio nei vigneti partendo da Serralunga d’Alba, città che offre un’ampia terrazza panoramica nella sua piazza principale: “Piazza Maria Cappellano”. Da qui si raggiunge, con una breve passeggiata, il castello della città, il quale rappresenta uno degli esempi meglio conservati di castello nobiliare del trecento in Piemonte: la sua peculiarità consiste nella tipica forma slanciata del donjon francese e nel fatto che non è mai stato trasformato in dimora residenziale, conservando le fattezze della roccaforte medievale. E’ necessario prenotare in anticipo la visita guidata tramite mail, inviandola entro l1 17:30 del giorno precedente, per questo, ahimé, non abbiamo potuto accedervi. La nostra Betty comunque sarebbe stata ammessa alla visita del cancello, mentre la presenza di barriere architettoniche ne impedisce l’accesso a chi ha una mobilità limitata. D’obbligo, a conclusione della visita, è una sosta rinvigorente presso “Serralunga, casa mia“, per godersi un buon bicchiere di vino in compagnia di una vista mozzafiato sui vigneti!
Grinzane Cavour
A dieci minuti di auto da Serralunga, si può trovare il paese che prende il proprio nome da uno dei protagonisti della storia del vigneti di queste zone, ovvero il conte Camillo Benso, che è stato sindaco di Grinzane per ben 17 anni. Il Castello è stato completamente restaurato in occasione del centenario dall’Unità d’Italia, e accoglie, al suo interno, il “Museo delle Langhe“, che racconta la vita contadina e i cimeli cavouriani e l’”Enoteca Regionale Piemontese“, la prima del Piemonte, nata nel 1967, dove poter gustare le eccellenze vinicole ed alimentari di Langhe, Roero e Monferrato. Il giorno di chiusura è il martedì e non è necessario prenotare la visita in anticipo.
Da non perdere il “In Vigna Open-air Museum“, un percorso didattico ed emozionale tra i filari, che è sempre aperto e circonda il parco del castello: percorrerlo al tramonto ha aggiunto quel plus alla vista splendida sulle colline, ma è possibile visitarlo anche di notte o in condizioni di luce scarsa, oltre al fatto che è totalmente privo di barriere architettoniche!
Importante: anche la nostra cagnolina ha potuto godere del museo Open-air e annusare incuriosita l'uva nera (attenzione: l'ingestione di uva è potenzialmente pericolosa per i nostri cani!)




Santuario di Vicoforte
Tappa imperdibile del nostro viaggio è stata la visita al Santuario: qui potrete ammirare la cupola ellittica affrescata più grande del mondo, che racconta, lasciando estasiati, l’ascesa al cielo della Vergine Maria. Il santuario è una roccaforte del culto mariano in Piemonte. Il sabato e la domenica è possibile prenotare, attraverso il sito internet kalata.it, un’esperienza unica di visita, indossando caschetto ed elmetto, e salendo sul balconcino della cupola a 60 metri di altezza per ammirarne più da vicino le bellezze.
Curiosità sul Santuario: i Vangeli canonici non raccontano l'assunzione della Beata Vergine; si trova traccia di tale culto soltanto all'interno dei Vangeli Apocrifi.
Mondovì e la funicolare
A 7 minuti di auto dal Santuario di Vicoforte, digitando sul navigatore “Mondovì Piazza”, vi troverete nella magnifica Piazza Maggiore della città, circondata da portici, la quale ospita gli edifici più belli e importanti come il Palazzo del Governatore, l’antico palazzo di Città e palazzo Fauzone di Germagnano oggi sede del Museo della Ceramica. Poco distante, potrete trovare La Torre dei “Bressani”, che scandisce le ore dei monregalesi, ed è visitabile, nei weekend e nei giorni festivi, per scoprire i meccanismi del grande orologio e per ammirare dall’alto il panorama dei territori circostanti. Ai piedi della torre vi è un parco che è stato allestito in occasione di un’esposizione universale, dove, oltre a riposarsi e far svagare i bimbi, è possibile osservare e conoscere forme diverse di orologi solari.
Un’esperienza imperdibile è quella di utilizzare l’antica funicolare, che congiunge Piazza Maggiore (l’ingresso si trova al di sotto del collegio dei Gesuiti), al centro storico di Breo, la quale è stata riaperta, dopo 30 anni di stop, nel 2006 ed è un luogo del cuore per tutti i monregalesi. Gli animali sono ammessi, così la nostra Betty ha potuto godere insieme a noi della vista della città e passeggiare in seguito nel salotto commerciale di Breo.
Curiosità su Mondovì: qui fu stampato, nel 1472 il primo libro del Piemonte. A pochi passi da Piazza Maggiore, proseguendo su Via Vico, si può trovare il "Museo della stampa".


Barolo, il museo “WIMU” e la degustazione presso “Enoteca regionale del Barolo”
L’ultimo giorno del nostro viaggio è stato dedicato all’incantevole città di Barolo, che oltre alla gradevolissima passeggiata tra viuzze, cantine e panorami sulle colline patrimonio UNESCO, ospita il castello appartenuto, a partire dal 1250, alla famiglia Faletti, la cui dinastia ne rimase proprietaria fino al 1864, con Giulia (duchessa Juliette Colbert) che, per prima, sperimentò il metodo di vinificazione del Barolo. All’interno del castello è presente il WIMU- Wine Museum, il più innovativo museo del vino d’Italia, interattivo così come il Museo del Cinema di Torino (è stato infatti ideato dallo stesso autore, François Confino) e l‘Enoteca Regionale del Barolo. Il museo, sviluppato su tre piani, è molto interessante, adatto ai bambini, e ovviamente Pet friendly.
Il biglietto d’ingresso, può essere associato all’ingresso della collezione permanente “MAP Dalì, Mirò e Picasso“, che noi, per ragioni di tempo, abbiamo deciso di non visitare.
Dal piano interrato del WIMU, si accede all’Enoteca Regionale, dove è possibile fare un’esperienza guidata di degustazione del Barolo, aperta a tutti, anche a chi, come noi, il vino lo gusta, senza troppo conoscerlo.
Come funziona la degustazione?
- si ritira una speciale “BaroloCard” con credito a consumo e tre calici di vino
- si inserisce la BaroloCard nel dispenser automatico e si sceglie la tipologia di Barolo da degustare, accompagnati dai suggerimenti degli esperti.
- le degustazioni partono dai 4 ai 10 euro a calice, ma è consigliato condividerla con qualcuno, in quanto la quantità di 25 ml a bicchiere, permette a due persone di apprezzare la qualità del vino e scegliere quale è quella che più si adatta ai propri gusti
Curiosità su Barolo: la contessa Juliette, attraverso l'utilizzo di metodi di vinificazione tipici della zona di Bordeaux, trasformò un vino "Nebbiolo" classico, in un prodotto del tutto nuovo, che venne apprezzato dal Re Carlo Alberto in persona, il quale si mostrò interessato ad assaggiarlo. La duchessa, con un'arguta strategia di marketing, inviò, nel Palazzo Reale di Torino, una fila di 325 carri con 325 botti di Barolo, una botte per ogni giorno dell'anno, tranne che per i 40 giorni di quaresima, che sfilò attraverso le vie centrali della città, attirando la curiosità dei passanti.
Dove mangiare
Grazie ai consigli di Mario, il padrone del B&B, siamo andati a colpo sicuro sulla scelta dei ristoranti, in quanto ad esperienza e qualità delle materie prime. Qui di seguito trovate i nostri primi in classifica.
“Trattoria Salvetti”: un luogo di tradizione, dal 1920, in cui la cuoca Clelia, vi farà assaporare i piatti tipici di queste zone, con un menù degustazione perfettamente concepito, che potete visionare, in base alla stagionalità, sul loro sito internet https://www.trattoriasalvetti.it/. Nel mio caso, durante la prenotazione telefonica, ho specificato la celiachia, ed ho trovato un menù simile a quello del mio compagno, ma con alcune valide alternative servite apposta per me.
L’atmosfera è intima e raccolta, il servizio impeccabile e dai tempi goduriosi, per una cena in relax: una volta seduti al tavolo, siamo stati accolti con un aperitivo di benvenuto, dopodiché, ci hanno servito quattro antipasti, due primi(per me uno solo), e poi, soddisfatti, abbiamo saltato i secondi, per gustare subito dei dolci della tradizione, assolutamente ben bilanciati. Con il formato di vino da 375 ml, abbiamo speso 73 euro in totale. Ottimo rapporto qualità /prezzo!
Mai più senza: i capunet della signora Clelia
“Trattoria nelle vigne”: https://www.trattorianellevigne.it/, un ristorante di qualità e con una vetrata con vista sulle colline da lasciare senza fiato! Vale la pena prenotare qualche giorno prima, per assicurarsi di avere un tavolo nel posto migliore del locale, ed è una buona idea anche per un pranzo, in modo da apprezzare a pieno il panorama circostante. La sala è molto ampia ed adatta a anche a grandi tavolate. Anche qui, il menù alla carta non esiste, ma, in compenso, il menù degustazione vi lascerà soddisfatti, sia per la qualità del cibo, sia per l’abbondanza delle quantità: sono preparatissimi sul senza glutine, ed hanno opzioni di menù per vegani e vegetariani (e per le donne in stato di gravidanza). Noi abbiamo scelto di prendere, oltre agli antipasti, solo un primo (disponibili anche con pasta senza glutine), o, nel mio caso, un secondo e il coniglio alle olive non mi ha fatto pentire della scelta! Con un calice di vino e due bottiglie di acqua, abbiamo speso 72 euro: superlativo!
Mai più senza: il tortino al cioccolato con cuore caldo, ultra godurioso!






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